Conoscere il Giappone leggendo

by his on 9 luglio 2015

di Alessandro Morgera

Tra i tanti aforismi che riguardano la lettura ce n’è uno in particolare che mi ha sempre colpito più di altri e recita più o meno così: “Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.” Non solo per l’innegabile bellezza delle parole in sé per sé, ma anche perché non posso che trovarmi perfettamente in sincronia con questa affermazione.  Pur rischiando di sembrare banale, credo infatti che la lettura sia la prima forma di viaggio che ognuno di noi ha la possibilità di compiere ovunque e in qualsiasi momento. C’è qualcosa di inaspettatamente sconvolgente nel lasciarsi travolgere da un fiume di parole che lentamente riesce a costruire nuovi scenari nelle nostre menti e a farli sentire come se fossero propri. Immedesimarsi con gli stati d’animo di un personaggio fino quasi ad instaurare una sorta di legame personale con esso, fare parte di una storia che nel bene o nel male rimarrà per sempre al nostro fianco.

Il pensiero più ovvio è perciò quello di unire questa esperienza unica con quella che credo sia una passione comune a tutti coloro che al momento si ritrovano a leggere queste poche righe: Il Giappone. Al fianco delle consigliatissime opere firmate dai grandi nomi della letteratura giapponese, si apre un microcosmo di autori e realtà del tutto differenti. Per quanto il desiderio che la pausa estiva duri più a lungo possibile sia intrinseco in ognuno di noi, preferisco puntare sulla qualità delle letture e non sulla quantità stilando la mia lista dei 5 libri da aggiungere alla propria biblioteca.

Autostop con Buddha – Will Ferguson

Originariamente pensato con il titolo “Hokkaido highway blues”,  Autostop con Buddha nasce dalla penna di Will Ferguson, comico canadese e insegnante di inglese in Giappone ai tempi della narrazione.

Il protagonista racconta con candore e evidente umorismo il progetto del suo viaggio tra il punto più a sud del Giappone (Capo Sata) e il punto più a nord (Capo Soya) inseguendo il cosiddetto Sakura Zensen, o semplicemente la linea di fioritura dei ciliegi.

Il viaggio però, com’è facilmente intuibile dal titolo, deve essere portato a termine solamente grazie a passaggi automobilistici offerti dalle popolazioni locali, cosa che permetterà al protagonista di venire a contatto con molteplici realtà e frammenti di vita giapponese.

Un libro che nonostante l’evidente presenza di spirito che caratterizza tutta l’opera, non fallisce lì dove l’ironia va a mescolarsi con il rispetto per una cultura diversa dalla propria la cui profondità può essere colta anche nei dettagli più insignificanti.  Divertente, profondo e ricco di nozioni geografiche/culturali utili anche per progettare nuove esperienze di viaggio. Vedo già il sorriso sui vostri volti!

“Non c’è altro luogo al mondo in cui la primavera arrivi con tanta teatralità quanto il Giappone. Quando sbocciano, i fiori di ciliegio colpiscono come un uragano. […] Poi, alla stessa velocità con la quale sono arrivati, i fiori di ciliegio si disperdono.”

Leggero il passo sui Tatami – Antonietta Pastore

Veterana nel campo dell’editoria ed ex insegnate all’università di Osaka, ricordiamo Antonietta Pastore soprattutto per le traduzioni di opere di prestigiosi autori giapponesi quali Soseki e Murakami.

Non risulta particolarmente facile recensire questa opera, in quanto personalmente credo che la soggettività nell’interpretazione giochi un ruolo fondamentale nella sua lettura. La Pastore cerca di raccontare attraverso una serie di trascorsi di vita i suoi 16 anni nella terra del Sol Levante.

Ricordi e aneddoti che fanno aumentare nell’autrice il sospetto di non aver afferrato intimamente i meccanismi che regolano questa cultura, ma che al contempo sottolineano il complicato rapporto di amore che non può non provare verso il paese che per un lungo periodo di tempo è stato la sua seconda casa.

Una lettura narrata in prima persona particolarmente caratterizzata dall’esperienza personale vissuta dall’autrice, consigliata soprattutto a coloro abituati a una lettura critica.

“Quando vi offrono il tè, i giapponesi porgono la tazza non al centro del vassoio, <<ma un po’ di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l’estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria>>. Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazzine in uniforme che si inchinano come automi, all’ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano?”

Tsugumi – Banana Yoshimoto

Nel suo caratteristico stile lineare e sognante, Banana Yoshimoto riesce a raccontare la storia di una semplice estate arricchendola con scenari e personaggi unici. La storia si focalizza principalmente sulle due protagoniste: la ribelle Tsugumi e la cugina Maria, tornata al suo paesino sul mare durante la pausa estiva.

Il romanzo riesce a mantenersi per tutta la durata su uno stesso tenore narrativo, non cadendo mai nel banale. Il vero punto di forza è la limpidezza con la quale l’intricata trama di sentimenti differenti delle protagoniste riesca a coinvolgere il lettore. Ed è così che inconsapevolmente ci si ritrova ad avvertire l’odore del mare, a sentirne la salsedine, a toccare con mano una presenza onnisciente che muta di pari passo con le sensibilità dei personaggi. Perché vivere comporta di per sé una scelta e scegliere significa avere il coraggio di accettare le proprie azioni.

No, la colpa è della notte. In una notte con un’aria così pulita, le persone finiscono col raccontarsi. Senza accorgersene, aprono il proprio cuore e, rivolte a chi gli sta accanto, cominciano a parlare come se stessero confessandosi con delle stelle che splendono nello spazio.”

Tokyo Orizzontale – Laura Imai Messina

Laura Imai Messina (autrice del famoso blog Giappone Mon Amour) fa il suo esordio alla scrittura con il primo romanzo intitolato Tokyo Orizzontale. Come il titolo sembra suggerire, l’autrice cerca di descrivere il Giappone attraverso una visuale anomala: non quella verticale, ma bensì l’orizzontale. E’ proprio su questo nuovo piano di lettura che la storia dei quattro protagonisti si incontra e si allontana, dipingendo attraverso rapide pennellate i loro tratti fondamentali pur lasciando sfumata la loro personalità. Il tempo narrativo risulta incalzante durante tutta l’opera, la storia si risolve infatti nell’arco di appena tre giorni.

E’ una storia di sesso, una storia di solitudini che ritrovano la loro salvezza in una grande città. Una città immensa eppure piccolissima, una Tokyo dai mille volti la cui frenesia viene sottolineata con cura delle scelte linguistiche. Un romanzo che consiglio a chi conosce già la capitale e saprà quindi immedesimarsi a pieno nella trama.

“In quel giorno d’estate nell’instante in cui il suo aereo ha toccato con un sobbalzo il cemento lustro della pista dell’aeroporto di Narita, lei si è battezzata Carmelita. Ha gettato a uno a uno i suoi ricordi in un angolo di Tokyo. In un cocktail, in un abbraccio, nella stretta di mano di una donna o, in una biblioteca, tra le pagine di un libro che non avrebbe mai più aperto.”

Leggi l’intervista a Laura Imai Messina >>

Memorie di una Geisha – Arthur Golden

Infine un romanzo che non ha bisogno di presentazioni, un classico all’occidentale sulla cultura orientale. Questo binomio, a prima vista fortemente antitetico, viene sapiente giostrato dall’autore che pur non appartenendo alla cultura descritta riesce a creare un’opera profondamente documentata, forte dell’immediatezza e dell’emozione di una storia vera.

L’autore guida perciò il lettore negli anni di formazione di una delle figure orientali che da sempre affascina l’immaginario comune, fornendo oltre alla trama ben studiata, una grande quantità di informazioni sui rituali e tutto ciò che circonda il quasi inesplorato mondo di una Geisha. Una storia i cui avvenimenti hanno inoltre come sfondo Kyoto, l’antica capitale, che riesce a far vivere al lettore scorci carichi di suggestività.

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra. Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.”

Come già accennato ad inizio articolo, purtroppo non posso citare tutti i libri che vorrei e gli altrettanti titoli che meriterebbero di essere citati. Perché si sa, la lista di un vero appassionato non conosce la parola fine!

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